Riorganizzazione comune – Risposta del sindaco e dell’assessore al personale

A seguito della nota diffusa dalle sigle sindacali della Cgil, Cisl e Uil in merito alla riorganizzazione della macchina comunale, il Sindaco Fabrizio Cardarelli e l’Assessore al Personale Gianmarco Profili forniscono risposte e chiarimenti in merito.

“Questa Amministrazione, sin dai primi giorni del suo insediamento, ha dovuto lavorare, in un clima di emergenza, all’organizzazione interna del personale, per poter ridare un assetto equilibrato alla struttura comunale che soffriva ancora le conseguenze negative del grave disavanzo di Bilancio evidenziatosi a fine 2013. Per questo, in maniera tempestiva, si è deciso di fornire all’ente un professionista esperto nell’applicazione dei nuovi principi contabili e garante della correttezza dei dati di Bilancio, poiché dopo le note vicende in cui risultava coinvolto il Direttore generale, non vi erano professionalità interne idonee ad assicurare un celere ripiano del disavanzo di amministrazione ed, allo stesso tempo, una efficace riorganizzazione di tutto il settore economico-finanziario. Un settore, questo, nevralgico per le sorti dell’ente comunale e praticamente allo sbando dopo la questione “riaccertamento dei residui e buco di Bilancio”. È stata esperita la procedura prevista dall’Art. 110 del Tuel e, in tempi piuttosto brevi, si è operata una rapida svolta per questa delicata area della struttura organizzativa.

Poi, il resto: nel 2015, dopo un’attenta analisi delle esigenze organizzative delle macro-aree amministrative interne (Direzioni) e dopo un serrato confronto con tutte le posizioni apicali che operavano sul campo già da tempo, questa Amministrazione ha scelto un modello basato su 5 Direzioni, accorpando e razionalizzando due direzioni che avevano all’interno settori tecnici e operando una ponderata ridistribuzione delle funzioni dirigenziali tra tutte le macro-aree che venivano investite delle responsabilità gestionali. Si è deciso, in quell’occasione, di passare da una struttura con 6 (sei) dirigenti (di cui, in passato, uno aveva anche la carica di Direttore Generale), ad una struttura più snella e flessibile con 5 (cinque) dirigenti, ai quali venivano assegnati compiti e funzioni dirigenziali in parte non più in linea con il recente passato e ciò in nome sia di una doverosa razionalizzazione delle spese, sia nel tentativo di efficientare la macchina organizzativa. È importante menzionare, a chi probabilmente non vuol ricordare, che, al momento del conseguente conferimento dei nuovi incarichi dirigenziali, il Sindaco si è trovato nella scomoda situazione (imprevista) di dover tener conto della notizia di apertura di procedimenti penali a carico di alcuni dirigenti del Comune di Spoleto, particolarmente rilevanti per questo Ente; prova ne è che il Comune è riconosciuto parte offesa e ha deciso di costituirsi parte civile per il riconoscimento dei danni che ritiene di aver ingiustamente subito. Dunque, gioco forza, ma con una coerenza e con una logica assolutamente inopinabili, il Sindaco ha nominato, dopo l’espletamento di una regolare procedura interna di tipo comparativo, basata in particolare sui curricula e le esperienze dei dirigenti candidatisi a ricevere l’incarico, quei dirigenti che non risultavano in una potenziale situazione di conflitto di interessi, non avendo ricevuto avvisi di garanzia per contestazioni di reati in cui il Comune di Spoleto fosse indicato come parte lesa. Da qui è discesa anche la necessità di conferire ad interim (quindi solo transitoriamente) una Direzione, denominata Direzione Sviluppo, alla Dirigente Dott.ssa Stefania Nichinonni. Tutto questo è di fondamentale importanza per una fedele ricostruzione di quanto accaduto e per comprendere la linea e la logica di determinate scelte.

Non si comprende, dunque, la meraviglia e lo stupore manifestati dalle organizzazioni sindacali per alcune procedure di reclutamento messe in campo recentemente dal Comune di Spoleto che erano, invece, ampiamente annunciate, essendo strettamente consequenziali rispetto alla riorganizzazione del 2015. Il Comune di Spoleto, infatti, non appena si è sbloccata la possibilità di assumere profili dirigenziali (cosa che la Legge n. 124/2014 aveva temporaneamente vietato), ha assunto come Dirigente la Dott.ssa Dina Bugiantelli per coprire il posto vacante lasciato dalla Dirigente Quondam, cessata dal servizio per pensionamento anticipato, utilizzando graduatorie ancora valide relative ad un concorso dell’anno 2010. Il Sindaco ha conferito l’incarico alla neo-dirigente della Direzione Servizi alla Persona, precedentemente assegnato alla Dott.ssa Nichinonni alla quale, nel frattempo, era stato proposto di occuparsi della fondamentale fase di rilancio delle attività economiche post-sisma, al vertice della Direzione Sviluppo (che aveva tenuto solo ad interim, come si diceva sopra). L’utilizzo delle graduatorie valide è un obbligo di legge ed è il sistema di reclutamento più rapido e lineare. Come si possa parlare di procedimento “intricato” da parte dei sindacati non è dato sapere.

Infine, è in corso di espletamento la procedura concorsuale che permetterà a quest’ente di sostituire un’altra figura dirigenziale che è andata, di recente, in pensione, l’Arch. Giuliano Mastroforti. Si tratta, anche in questo caso, di cercare un’altra figura dirigenziale in luogo di chi non è più in servizio; dunque, non si aumenta affatto la dotazione dei dirigenti in campo, come, invece, si vorrebbe far credere. Le ragioni per cui non si ritiene di poter utilizzare i profili professionali interni all’Ente per coprire questo ruolo sono da ricercare in parte in ciò che prima si sosteneva, sui potenziali conflitti di interessi in cui si trova tuttora qualche figura dirigenziale in dotazione, ed in parte perché si è preferito valorizzare, con una “rotazione” rispetto alle funzioni assegnate, il personale dirigenziale già in organico. Rotazione che è anch’essa, non lo dimentichiamo, imposta dal legislatore e dalla disciplina dell’anticorruzione.

Del tutto risibili e pretestuose appaiono, dunque, anche le richieste di nominare un dirigente ad hoc che si occupi della transizione al digitale; dopo tutte le situazioni impreviste che si è cercato di fronteggiare, con scelte organizzative improntate sempre dal carattere di urgenza, a cui si è aggiunta la inaudita mole di lavoro che si è sviluppata per il nostro personale nel periodo post-sismico, sinceramente, la preoccupazione, così pressantemente manifestata dalle organizzazioni sindacali tutte, di essere il primo Comune d’Italia ad avere un “Dirigente dedicato alla transizione al digitale”, anche a costo di non ricoprire con un regolare concorso il ruolo di Dirigente Tecnico, non potevamo neanche lontanamente immaginarla.

In conclusione, se i sindacati intendono proseguire la loro battaglia in difesa di dirigenti in staff o temporaneamente in servizio in Regione, nulla quaestio. Sia chiaro però che rimaniamo fermi nelle nostre posizioni nei confronti di coloro che sono coinvolti in procedimenti penali che vedono l’amministrazione comunale come parte lesa; azioni che hanno pesato anche sulle tasche dei cittadini e su cui anche la Corte dei Conti ha espresso giudizi pesanti. Nell’auspicio, formulato in tutta sincerità, che possano dimostrare la propria estraneità ai fatti, ci auguriamo che, una volta superate le malattie e le emergenze legate al terremoto che hanno portato a vari rinvii delle udienze, si definiscano prima possibile le loro posizioni con la Giustizia, in modo da concedere all’Amministrazione le migliori condizioni per agire di conseguenza. Ci domandiamo poi se i sindacati di oggi siano gli stessi del 2009 e del 2010, quando ci sembra non sollevarono alcun dubbio o protesta di fronte a varie nomine per incarichi dirigenziali fatti senza previa selezione pubblica, visto che già allora era considerato una buona prassi – tanto da essere poi convertita in Legge – il ricorso, proprio per tali incarichi, a procedimenti di selezione pubblica comparativa.

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